SFIDA 2000 X 21 - GIORNO 5

Oggi è il lunedì, 8 agosto 2016 e ieri l'Italia ha vinto ben due medaglie d'oro alle olimpiadi. È stato un piacere per me assistere ad ambe due gli eventi in diretta.

A dire il vero non sono proprio un tipo sportivo, bensì una persona abbastanza sedentaria e ci capisco davvero poco di calcio per esempio. Comunque, è un vero e proprio motivo di gioia vedere due atleti raggiungere un traguardo così importante dal mio punto di vista.

Adesso potrei iniziare un lungo discorso sulla motivazione personale, la determinazione, cosa fanno e non fanno i vincenti ecc. ecc.

No, preferisco evitarlo.

Così come preferisco evitare l'associazione tra me, che perseguo un obbiettivo nonostante alcune difficoltà personali e la capacità di questi atleti di raggiungere traguardi molto importanti. Lo ritengo sleale in questo ambito del blog, siamo persone diverse con vite differenti.

Eppure in molti fanno proprio così: associano se stessi, la loro attività e/o prodotto, a una personalità influente.

Un esempio lampante e davvero triste fu quella di una società farmaceutica: associò un loro farmaco al celebre discorso di Martin Luther King dove dice "I have a dream".

Io non ho nulla contro chi fa pubblicità, vende o lavora nel campo della persuasione, ma c'è un limite a tutto, cribbio!

OGNI GIORNO RISCHI DI DI NON AVERE PIÙ IL CONTROLLO DEI TUOI DESIDERI


A tal proposito voglio approfondire l'argomento, anche in modo breve.

Queste associazioni sono evidenti ogni giorno. Non per niente esistono i cosiddetti "testimonial" negli spot televisivi, che, attenzione a questo, non sempre sono persone.

Ad esempio: che senso ha associare uno shampoo ad un'atleta? Una società di prestiti ad un'attrice? Oppure associare uno spazio ampio ad un'automobile?

E' tutto un giochetto di neuroni. Segui gli schemini da novellino quale sono e riuscirai a capire anche tu dove sta il trucchetto.

3 SEMPLICI ESEMPI PER RIVELARTI LE MANIPOLAZIONI INCONSCE


1. Shampoo + Atleta femminile di successo


Immagine: La famosa campionessa olimpionica si fa la doccia usando un prodotto di marca; nelle scene successive si vede lei che sfila ed è ammirata.

Messaggio superficiale: anche la nostra amata e stimata atleta lava i suoi capelli con il nostro shampoo, e tutti la notano facendogli molti complimenti.

Messaggio profondo: chi l'ammira si sente attratta e simile a lei per svariati ragioni inconsce. Quindi in questo modo gli è familiare quello shampoo e sarà spinta a comprare quel dato prodotto, anche senza ricordarsi lo spot in questione, oppure associando il suo intimo obbiettivo di somigliargli.

2. Farmaco + Discorso "I Have a dream" + Personalità storica influente


Nota: qui le componenti associative sono di più. Infatti il discorso possiamo inserirlo come entità a se stante dato il suo messaggio carico di emotività. "Io ho un sogno" è una frase di per sé abbastanza forte ed evocativa.

Immagine: seguono degli spezzoni del famoso discorso, seguito poi dal marchio della ditta farmaceutica, il loro motto e il prodotto in questione.

Messaggio superficiale: la faccio spicciola qui, quelli dell'azienda hanno il sogno/obbiettivo di curare le persone.

Messaggio profondo: qua andiamo sul pesante, e non scherzo, perché il discorso in sé rievoca la voglia di libertà e di rivendicazione dei propri diritti.
Associare una personalità così forte, come se fosse lui stesso parte della ditta e del farmaco, non solo da una potente credibilità al prodotto, bensì l'associa all'immagina inconscia che rievoca.
È come se comprando quel farmaco seguissimo i dettami di quel discorso, realizzare il "io ho un sogno".

Nota aggiuntiva: il farmaco in questione era così scadente che la ditta farmaceutica finì in tribunale proprio anche per questo spot.

Ti chiedo scusa per il mio modo sommario di esporre questo episodio, sto andando a memoria in questo momento e potrei pure sbagliarmi su alcuni punti.

3. Automobile + Ampi spazi aperti

Premessa: in verità questo è proprio un grande classico. Usato e riusato più volte da varie case automobilistiche. Non c'è nulla di male in fin dei conti a mostrare così un'automobile per venderla al pubblico.

Messaggio superficiale: l'auto sfreccia a grande velocità in svariati spazi aperti e sgombri, di solito è un ampio luogo non urbano, oppure una città con o senza traffico molto scorrevole.

Messaggio profondo: qui entra in gioco il senso di "libertà" nel guidare l'automobile, come se tu, stando seduto al volante ti sentissi libero di andare dove vuoi provando un'esperienza fantastica nel farlo. Non male come richiamo inconscio, vero?

Da notare che in questi tre sommari esempi c'è un unico comune denominatore: le emozioni. Non vengono mostrate le caratteristiche dell'oggetto in questione, se non in modo sommario, bensì il messaggio si concentra la maggior parte delle volte sulle emozioni che sono associate al prodotto.

Vuoi un altro esempio di come associano le emozioni a un oggetto? Di per sé è qualcosa di diabolico...

...A meno che, invece di associare un impatto emozionale, si concentrano sui benefici, il che è già meglio e merita un discorso a parte.

Vendita di prodotti o vendita di emozioni?


Passiamo adesso alla violenza emotiva che ogni giorno ci viene proposta.

Prendi un Iphone, Ipod, Imac, ovvero uno smartphone, lettore mp3 e pc di casa Apple. Cerca su google le recensioni su questi, c'è di tutto e di più su quanto sono pessimi e di scarsa qualità rispetto ad altri uguali e ben 100 volte migliori a livello tecnico. Eppure in molti li comprano e non possono farne a meno.

Il motivo è semplice e ti invito a scoprirlo da solo.

Prendi carta e penna, vai su youtube e cerca gli spot dedicati ai prodotti apple. Scrivi nero su bianco le emozioni che vengono descritte mediante le immagini, perché così facendo la magia della persuasione avrebbe meno effetto e scopriresti quale leva stanno usando per vendere. Considera anche che le musiche sono state studiate ad hoc per farti provare determinate emozioni e stati mentali. Anche questi scrivili sul foglio.

Dopo aver fatto questo, sempre se hai voluto seguire il mio modesto consiglio, dimmi la verità: chi ce ne ha uno, ha comprato un telefono o quelle emozioni? Ricordati che anche il senso di "appartenenza" è un'emozione. Quindi anche il non sentirsi solo perché hai lo stesso oggetto degli altri è da aggiungere alla lista, mica possono lasciar perdere una motivazione così importante per vendere, no?

Il discorso è più ampio di quanto pensi. Ci vorrebbero due capitoli di un libro per parlare dell'uso dei colori nelle associazioni mentali. Più tre capitoli degli effetti sulla nostra psiche profonda delle musichette che ascoltiamo durante gli spot. Per non parlare poi delle immagini costruite ad arte. Son tutti elementi che vanno a comporre il comando di acquistare quel dato oggetto che quotidianamente ricevi.

Invece un discorso a parte va fatto quando, al posto di uno stupro emotivo, ti propongono i benefici dell'oggetto in vendita. Anche qui il più delle volte vengono usate le stesse tecniche e metodologie, senza l'uso violento d'impatti emotivi subdoli. Per la mia visione d'insieme apprezzo molto di più quando dicono apertamente il vantaggio di questo e quello, senza cadere in violenze psichiche.

Chiudiamo questa interessante argomento, parte fondamentale degli argomenti che tratterò qui nel blog. La piccola storia horror che sto raccontando durante questa sfida continua.

L'anziana Signora Che Stava Male Dietro La Fontana

La coppia di giovani adolescenti vagava nel piccolo boschetto.
«Dai Gianni, non voglio qui, fa tanto caldo» disse la biondina con il vestitino azzurro.
«Perché no? A casa mia non possiamo e da te ci sono i tuoi che rompono le scatole» rispose alla sua lamentela il suo ragazzo mentre erano mano nella mano passeggiando.
«Perché qui potrebbe esserci qualcuno.»
«E dove li vedi? Ci siamo solo noi oggi e qualche camion che passa. Nessuno viene qui, è abbandonato.»
«Dai no, mi vergogno.»
La cinse piano per i fianchi mettendosi davanti a lei. Gli alti alberi donavano un'ombra fresca nonostante il caldo torrido. Il vento soffiava facendo vibrare le fronde. Era un terreno poco frequentato e Gianni lo sapeva. Non veniva nessuno, nemmeno a bere dalla fontana poco distante da loro perché lontana dalla strada principale.
«Maria, non lo facciamo da molto tempo, dai...»
Lei lo guardò con fare dolce. Era davvero un bel ragazzo, con quegli occhi marroni e i capelli lisci e neri.
«Lo so, e che non l'ho mai fatto così e poi...» Non la fece smettere di parlare, la baciò di sorpresa come era solito fare quando la voleva tutta per sé. «Dai Gianni... Amore.»
«Non voglio partire così, non senza di te» disse a lei con voce bassa.
«Lo so.» Si abbracciarono. Lui stava per iniziare a torgliegli la maglietta «Hei ma, quella chi è?»
«Quella chi?» Si voltò di scatto. Distante da loro c'era la vecchia fontana e un'anziana persona si stava dirigendo lì.
«Quella, la vedi?» Indicò nella direzione della sconosciuta.
«Sì, l'ho vista. Mettiamoci qui, così non ci vede.» Si nascosero dietro un albero mentre quella stava per sedersi su delle scale dell'abbeveratoio all'ombra.
«La conosci?» Parlava con voce un po' tremante e bassa.
«Non di persona, l'ho vista qualche volta passare davanti casa mia. Dicono che sia una pazza.»
«Pazza? In che senso?»
«Certe volte parla da sola. È Innocua però, non ha fatto del male a nessuno, anche quando gridava per strada.»
L'anziana si comportava in modo strano. Sembrava parlare a una collana nera che teneva in mano facendo avanti e indietro col busto lentamente.
«Ma che sta facendo?»
«E io che ne so? Alcuni miei amici certe volte gli tirano le pietre quando fa così.»
«Che siete scemi voi, non capite niente.» Gli diede un piccolo schiaffo sulla spalla come rimprovero.
«Hei, tanto la conoscono tutti e nessuno gliene importa di lei.»
La donna alzò la testa in alto e spalancò la bocca per un lungo istante. Strofinò forte con le mani la collana e se l'appoggiò in fronte. Emise un piccolo urlo e dopo di ché sembrò svenire.
«Oddio, è morta? Guarda come sta.»
«Nah, non credo proprio. Un mio amico mi ha raccontato che l'ha vista fare una cosa simile. Indovina che cosa gli ha fatto poi?» Domandò con tono di scherzo.
«Se ne è tornato a casa, vero?» Era preoccupata e un po' agitata. Lei non era della zona, bensì di un paese vicino e ignorava cosa succedeva da Gianni.
«No no, gli ha tirato una pietra. L'ha beccata proprio in fronte. Dicono che gli hanno dovuto dare i punti pure» rise piano al ricordo dell'episodio.
«Siete proprio scemi voi tutti» disse scuotendo il capo. Da lei succedevano le stesse cose e non era affatto meravigliata per l'episodio.
«Stai qui amore, ferma, ora torno» fece cenno di fare silenzio col dito.
«No, fermo, cosa fai? Non lasciarmi qui» involontariamente sbatté i piedi per terra come una bambina.
Gianni iniziò ad avvicinarsi lentamente, cercando di non fare rumori. Era pronto a scappare da un momento all'altro verso il suo motorino che aveva lasciato poco distante da loro. Sapeva che stava per fare una stupidaggine. Non vedeva l'ora di raccontarla ai suoi amici.
Il rumore delle fronde degli alberi copriva quello dei sui passi sull'erba. Quando fu abbastanza vicino da essere sicuro di prenderla in testa lanciando delle pietre. Si fermò e ne raccolse qualcuna. Si voltò verso Maria, era ancora lì, gli faceva cenno di tornare indietro e diceva parole che non riusciva a sentire. Fece di nuovo cenno a lei col dito di fare silenzio e inizio una danza di scherno davanti alla vecchia.
Lanciò la prima pietra mancandola, prese il muro dietro di lei. Stava per correre via, si fermò vedendola ancora inerme e seduta. Era troppo facile per lui, un gioco da ragazzi.
Lanciò la seconda e colpì forte la sua guancia destra. Nessuna reazione, ancora lì, ferma. Sembrava di aver smesso di respirare. Invece iniziò a fare dei rumori simili ad una persona che russa pesantemente.
Prima di lanciare la terza pietra fece una sceneggiata come per far finta di essere spaventato. Maria dall'altra parte era un misto di riso e agitazione. Lui la notò e ne era compiaciuto. Iniziò a fare finta di prendere la rincorsa per poi lanciare con tutta la forza che aveva il terzo sasso che centrò in pieno la fronte.
Stava per iniziare a esultare per poi scappare via quando, dalla vecchia signora vestita di stracci, emise un urlo pauroso, come un animale in gabbia che veniva svegliato di colpo. Gli occhi di lei si aprirono di colpi ed erano totalmente bianchi. Sì alzò di scatto con fare fulmineo e iniziò a contorcersi all'inpiedi emettendo versi strani.
Gianni involontariamente se la fece adosso e scappo dritto verso la sua fidanzata.
«Che cosa hai fatto stupido!»
La prese per un braccio «presto andiamo via, via.»
Dalla bocca di lei uscì della schiuma nera e, con una smorfia da incubo, iniziò la sua folle corsa verso i due innamorati.

Conclusione


Anche oggi ho superato, di poco, le 2000 parole da me prefissate. Nel caso ti stai chiedendo come andrà a finire questa mini storia a puntante che sto improvvisando durante il progetto, sappi che non lo so nemmeno io. Non la sto programmando, mi metto qui e inizio a scrivere, stop. Non ho idea nemmeno io quale finale ci sarà nel mentre che mi diverto, perché mi sto davvero divertendo in questi giorni, a raccontarti tutto questo dal nulla.


N.b. Come avrai notato i post non sono pubblicati ogni giorno, bensì dopo un tot di tempo. In più avrai letto, o leggerai, articoli di altro genere. Non ti preoccupare, sto realmente scrivendo ogni giorno a proposito di questo progetto. Ho molto materiale dei miei precedenti blog ed ho deciso di ripubblicarli qui.

Buona lettura.
Torna su